Trattamenti: Preservazione della fertilità
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Come si preserva la fertilità?
Vitrificazione degli ovociti

La vitrificazione di ovociti è oggi una delle principali tecniche per la preservazione della fertilità femminile. Permette di posporre la capacità riproduttiva di una donna per il tempo desiderato. Grazie a questa tecnica infatti le donne possono raggiungere l’età adulta senza subire un decremento della capacità riproduttiva. Con il passare degli anni infatti la fertilità di una donna si riduce in maniera considerevole, a causa dell’invecchiamento fisiologico delle ovaie. Ogni donna ha una riserva di ovociti ben determinata e, si calcola che intorno ai 35 anni di età questa si sia ridotta a circa il 10% della riserva totale. Superati i 38-40 anni inoltre, la qualità stessa degli ovociti si riduce e la possibilità di concepire un figlio con alterazioni cromosomiche aumenta. Vitrificando gli ovuli quindi una donna può disporre di ovuli di buona qualità quando lo necessita ed ottenere una gravidanza più semplice e con meno rischi di prole affetta da malattie genetiche.​

Come si realizza?

Innanzitutto è necessario ottenere gli ovuli; le ovaie vengono quindi stimolate a produrre gli ovociti mediante assunzione di appositi farmaci. Alla fase di stimolazione segue quella del recupero ovocitario. Una volta ottenuti gli ovuli si può procedere alla congelazione degli stessi mediante la tecnica della vitrificazione. Questa tecnica si basa sul metodo del congelamento ultra-rapido e permette di mantenere le cellule una volta congelate intatte per un tempo illimitato. Il vantaggio dell’utilizzo della tecnica di vitrificazione degli ovociti rispetto alla congelazione lenta tradizionale è che con la vitrificazione si evita la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno del citoplasma che potrebbero danneggiare le strutture cellulari. Per ottenere questo risultato si utilizza una grande quantità di crioprotettori cellulari che evitano la rottura delle membrane cellulari. Questa nuova tecnica permette di ottenere una percentuale di sopravvivenza dell’ovulo a seguito della congelazione di circa il 97%.

A chi è rivolta:
  • Le donne che desiderano posticipare la maternità: per ragioni personali o professionali, o donne giovani single che non sono ancora riuscite ad incontrare il compagno giusto e desiderano aspettarlo prima di mettere su famiglia.
  • Pazienti oncologiche: Pazienti che devono sottoporsi a trattamenti dannosi per gli ovuli quali ad esempio la chemio o la radioterapia.
  • Interventi chirurgici: Interventi che possano interferire con la funzionalità delle ovaie.
  • Donne con poca riserva ovarica: Per accumulare ovociti ed aumentare le possibilità di gravidanza per pazienti che rispondono poco ai trattamenti di stimolazione
Criopreservazione degli spermatozoi

La criopreservazione del seme è una tecnica mediante la quale gli spermatozoi vengono conservati a bassissime temperature (-196 C) per lunghi periodi di tempo senza che ne vengano compromesse le funzioni vitali. Questa tecnica dà la possibilità all’uomo di utilizzare i propri spermatozoi in situazioni di fertilità a rischio.

  • A chi è rivolta?
    • A pazienti con esigenze particolari e che devono sottoporsi ad un trattamento di fecondazione assistita:
      • se il partner per motivi strettamente giustificati non può essere presente il giorno del pick-up ovocitario;
      • se esistono difficolta evidenti (come ad esempio stress emozionale) ad eiaculare il giorno stesso della tecnica.
  • A pazienti che hanno la necessità di preservare la fertilità per motivi medici:
    • in presenza di un calo progressivo del numero di spermatozoi, chemio e radioterapie; in caso di malattie oncologiche o interventi chirurgici che possano compromettere la funzionalità dello apparato genitale.
La tecnica

Il campione di sperma viene raccolto in appositi contenitori sterili dopo 3-4 giorni di astinenza sessuale e mantenuto ad una temperatura costante di 37°C. Successivamente alla raccolta viene eseguito il seminogramma che consiste in una valutazione dei paramentri seminali quali concentrazione, motilità, morfologia e vitalità.

In seguito alla valutazione del seminogramma si procede al congelamento. Al campione viene aggiunta una quantità specifica di crioprotettore e dopo un periodo di incubazione viene aspirato e sigillato all’interno di speciali contenitori (paillettes) accuratamente etichettati con codice di identificazione univoco per paziente. Il campione verrà quindi raffreddato inizialmente in vapori di azoto e successivamente immergendolo  direttamente in azoto liquido.

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